Utensili da cucina: il mortaio

Parlare di mortaio al singolare è decisamente riduttivo, dobbiamo parlare di mortai al plurale, visto che ce ne sono grandi, piccoli, di marmo di legno, di ceramica, di …

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    Parlare di mortaio al singolare è decisamente riduttivo, dobbiamo parlare di mortai al plurale, visto che ce ne sono grandi, piccoli, di marmo di legno, di ceramica, di …. Vediamo i mortai un po’ più da vicino e come ci possono aiutare in cucina.

    I mortai servono per ridurre in polvere o in pasta spezie, erbe ed altri ingredienti di uso in cucina. Usare un mortaio non è difficile, provate e dopo poco tempo diventerete bravissime o bravissimi. Solo qualche avvertenza: non si deve colpire con il pestello in modo violento ed alzandolo molto, se fate questo il contenuto del mortaio schizzerà fuori; invece si deve ruotare il pestello premendo con una certa decisione, oppure dare piccoli colpetti in maniera ritmica.

    Perché preferire il mortaio ai moderni frullini, macinini elettrici, o robot da cucina?

    Motivi ecologici: a livelle energetico l’uso del mortaio non richiede il consumo di energie non rinnovabili. Inoltre usare i mortai aiuta anche a ridurre i rifiuti: un mortaio, soprattutto se di marmo, ha una durata praticamente eterna. Infatti si trovano bellissimi mortai di antiquariato, o il mortaio si eredita, come il mio che era della nonna di mio marito, Adele nata nel 1878.

    E se per caso un mortaio si rompe i rifiuti sono biodegradabili, infatti di solito si tratta di legno o di marmo o di qualche altra pietra. Pensate invece quanto dura in media un frullatore elettrico, e come è difficile disporre di esso come rifiuto.

    I mortai sono belli da vedere e potete lasciarli in bella vista in cucina, mentre in genere gli apparecchi elettrici si nascondano all’interno dei mobili di cucina.

    Per certe preparazioni, poi l’uso del mortaio garantisce risultati assolutamente unici. Per le preparazioni a base di pinoli o di aglio, con il mortaio ottenere delle preparazioni cremose e dense, mentre con un frullatore ottenete un composto granelloso, in cui potete percepire i “granini” degli ingredienti

    Per ottenere il vero pesto ed una salsa di pinoli o di noci cremosa e vellutata, piccoli capolavori della cucina genovese, il mortaio è fondamentale.

    Per polverizzare lo zafferano in fili, un piccolo moratietto è assolutamente unico: voglio vedere che succede a 20 fili di prezioso zafferano dell’Aquila quando vengono messe in un frullatore.

    Ma un piccolo mortaio permette anche di polverizzare il sale e le spezie.

    A questo punto farete l’ovvia obiezione: “Certo bello il mortaio, ma lo possono usare solo coloro che hanno l’intera giornata da passare in cucina, non io che devo preparare la cena in mezzora”.

    Beh, una volta imparato ad usare i mortai, vedrete che per quantità non esagerate di prodotto il tempo richiesto è comparabile se non minore di quello richiesto da strumenti più moderni. Pensate, non dovete andare a prendere il frullatore, montarlo, attaccare la spina, e poi dopo smontarlo, lavare i vari pezzi, rimettere tutto a posto …

    Concludo dichiarando che non siamo pagati dalla lobby dei produttori dei mortai, ma siamo semplicemente persone che hanno voluto provare l’uso di tecniche tradizionali, e le hanno trovate convincenti. Siamo così convinti dell’utilità del mortaio che ne regaliamo uno, ogni volta che una coppia dei nostri amici decidono di condividere una cucina.

    Foto da GIeGI