Slow Fish: una cena errante

Il bello di eventi come Slow Fish, o Slow Food, è la possibilità di fare una cena errante, cioè passando da fiore a fiore (fiori gastronomici) uno più saporito dell’altro

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    Il bello di eventi come Slow Fish, o Slow Food, è la possibilità di fare una cena errante, cioè passando da fiore a fiore (fiori gastronomici) uno più saporito dell’altro. Vi raccontiamo la nostra di ieri sera.

    Decidiamo di iniziare dal cibo di strada, e per prima cosa assaggiamo i mitici ciciarelli di Noli, piccoli pesciolini (ma piccoli di natura, non pesciolini giovani) fritti. Buonissimi. Siamo riusciti a mangiarli a Slow Fish, mentre a Noli li abbiamo sempre mancati.

    Già che eravamo sul “fritto”, abbiamo gustato le olive all’ascolana. Ieri sera ce ne erano di due nuove deliziose varietà, farcite con il pesce e con il pecorino, invece della tradizionale carne.

    Prossima tappa il crudo, che per alcuni ha voluto dire ostriche, mentre il GI rosa si è limitato ai fasolari, sempre crudi. Buonissimi, croccanti, e più dolci delle ostriche.

    Abbiamo scoperto un produttore di una eccellente anguilla marinata delle Valli di Comacchio, peccato che aveva finito le scorte e quindi niente acquisto.

    Non dettagliamo gli assaggi di acciughe e tonno variamente conservato, tutti buonissimi.

    Non poteva mancare lo shopping, tra un assaggio e l’altro. Noi ci siamo lanciati su uno superbo baccalà norvegese più di 2 cm. di spessore, che finirà prossimamente in un pippiante pil pil, ed una boccetta della famosa colatura di alici di Cetara, da usare come consigliato dal produttore per condire la pasta.

    Tutto questo è stato poi accompagnato da ottimo vino, anche noi giravamo con il portabicchiere di stoffa, e abbiamo bevuto vari Vermentini più o meno profumati e più o meno alcolici, e sono ancora riuscita a bere un bicchiere di Tokai italiano (non so se ancora legale o meno).

    La serata si è poi conclusa con i trallalero, i tradizionali canti a cappella genovesi; ricordate c’è anche Slow fish in Musica. Concludiamo con un omaggio a Carlin Petrini, ispiratore del movimento Slow Food, ripreso mentre ascoltava i trallalero.

    Foto di GIeGI