Ricette per la Quaresima, un menu di “magro”

Ricette per la Quaresima, un menu di “magro”
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    Carnevale che lotta con la Quaresima

    Foto: “Carnevale che lotta con la Quaresima” di Pieter Bruegel
    La Quaresima, come si evince facilmente dall’etimologia latina della stessa parola, segna i giorni che trascorrono dal martedì delle ceneri alla Pasqua di Risurrezione. Quaranta sono i giorni di “digiuno” per ricordare la passione e morte di Cristo. E 40 sono i giorni che Gesù digiunò nel deserto.

    Il digiuno in onore di Dio era rispettato da tempi antichissimi anche dai profeti.

    Certo oggi i tempi sono molto cambiati e quasi più nessuno pratica il “digiuno” e la carne viene consumata normalmente ogni periodo dell’anno. Molti si astengono solo il venerdì. Per rispettare la Quaresima (fa anche bene alla salute visto che è stato dimostrato che mangiare troppa carne potrebbe creare seri problemi) ecco qualche ricetta dove la carne è assolutamente “abolita”.

    Le ricette “di magro” per la Quaresima:

    Spaghetti con i pomodorini
    Alici alla piattella
    Asparagi in umido
    Insalata cavolo e verzo
    Pasta e cavolfiore
    Scarole saltate in padella
    Triglie fritte
    Carciofi ripieni di gamberetti

    Un giorno i discepoli di Giovanni si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Per qual motivo, mentre noi e i farisei digiuniamo spesso, i tuoi discepoli non digiunano?” E Gesù rispose loro: “Come è possibile che gli amici dello sposo possano fare lutto finché lo sposo è con loro? Verranno poi i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno” (Mt 9,14-15).
    Fin dal medioevo la Chiesa impose ai cristiani l’astinenza dai cibi più gustosi e principalmente quelli a base di carne.

    Il motivo per cui era vietato mangiare la carne (adesso il precetto cristiano la vieta solo il venerdì) nasce dal rito dell’Ultima Cena quando Gesù Cristo distribuendo il pane ai suoi discepoli disse “prendete e mangiate questo è il mio corpo”. Mangiare la carne, quindi, significava “mangiare” il Figlio di Dio.

    Ancora più restrittiva era la Chiesa ortodossa che imponeva l’obbligo di non mangiare la carne, i pesci, latticini, frutti di mare, olio e bere alcoolici. Secondo la fantasia del “volgo” la Quaresima veniva descritta come una vecchia ossuta e vestita di nero, in pieno constrasto con il rubicondo Carnevale. Durante il regno di Carlo Magno non solo era vietato mangiare la carne ma, anche venderla. I trasgressori erano puniti con la morte.

    L’imperativo, quindi, era di mangiare di “magro”. La lista delle cose da portare in tavola era molto scarna e non lasciava una grande scelta. Oltre alla “proibitissima” carne si doveva rinunciare al lardo, allo strutto, a tutti i grassi animali. I latticini a volte erano permessi ma, delle uova, si poteva mangiare solo le chiare.

    Allora cosa restava? Pane comune, polenta, minestroni, zuppe con solo erbe, ortaggi, farinate di fagioli e i pesci sia freschi che essiccati. Il vero pesce che mangiavano i poveri erano le sarde secche che, grazie al loro forte sapore forte e salato dava uno senso di sazietà.

    Addirittura nelle case più povera le sarde veniva appese ad una trave ad altezza d’uomo e tutti componenti della famiglia le fregavano con il pane per farlo insaporire. Un detto popolare diceva ” Esci tu, porco ghiottone, entra tu sarda salata”. E sempre sulle sarde Bertolt Brecht scriveva “solitamente bastarne una sola per tutta la famiglia, sia che toccasse affumicata o ravvivata ai ferri”.

    Nei primi secoli del cristianesimo il digiuno comprendeva anche l’astinenza dal vino: lo afferma san Cirillo di Gerusalemme (IV catechesi), san Basilio (I omelia al popolo di Antiochia), Teofilo d’Alessandria, ecc. Ma questo rigore scomparve ben presto fra gli occidentali, mentre durò più a lungo tra i cristiani d’Oriente.

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