Ricette con la neve

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    Gelato

    Chi ha inventato il gelato? Non si sa. Di certo è che la sua storia è antichissima e vede come principale ingrediente la Neve. Vogliamo quindi proporvi alcune ricette che prevedono questo speciale componente (i quantitativi variano secondo il numero dei commensali).

    Le ricette con la neve:

    Gelato al limone

    Ingredienti:

  • neve
  • 1 pizzico di sale (per una legge fisica quest’ultimo abbassa la temperatura)
  • 3 limoni
  • 50gr di zucchero
  • Preparazione: raccogliete la neve e conservatela nel freezer in un contenitore di stagno. Preparate una spremuta con il succo dei limoni, lo zucchero e un pizzico di sale. Unite la spremuta alla neve, incorporate bene, versate nelle coppette e servite immediatamente.

    Gelato al caffè

    Ingredienti:

  • neve
  • 2 tazzine di caffè ristretto
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • panna montata
  • Preparazione: dividete la neve in due parti e conservatela nel freezer. Preparate il caffè molto forte e ristretto, zuccheratelo e fatelo raffreddare nel frigo. Aggiungete il caffè alla neve. Unite la panna alla neve restante mescolando velocemente (non si devono formare grumi) aggiungete il caffè, versate in coppette e servite subito.

    Gelato al cioccolato

    Ingredienti:

  • neve
  • 50gr di cacao amaro
  • 25gr di farina
  • 1/2 di latte fresco
  • una noce di burro
  • 2 tuorli d’uova
  • Preparazione: fate una crema al cioccolato e fatela raffreddare molto bene. Unitela velocemente alla neve, versate in coppette e servite immediatamente.

    Gelato alle arance

    Ingredienti:

  • neve
  • succo d’arancia
  • zucchero
  • sale
  • Preparazione: spremete le arance e zuccheratele, unite il sale e la neve. Mescolate velocemente e servite subito

    Altre ricette possono essere preparate con molti altri ingredienti tipo sciroppo di menta, orzata ecc.

    Vino consigliato: nessuno, magari un liquore ghiacciato tipo limoncello

    I contendenti italiani per il primato del gelato sono tre: Ruggeri e Buontalenti, entrambi di Firenze e un siciliano, Procopio dei Coltelli.. Ma l’uso di condire la neve con succhi di frutta ed altre sostanze dolci , è sempre stato praticato fin dall’antichità da molti popoli e sopratutto in Asia Minore. Del primo gelato ne parla anche la Bibbia su cui leggiamo che Isacco offrì ad Abramo latte di capra misto alla neve dicendogli “Mangia e bevi: il sole è ardente e così puoi rinfrescarti”.

    Molto probabilmente si trattava di latte ghiacciato simile ad un sorbetto. A quei tempi, in Palestina, così come tramandano antiche scritture, durante la raccolta del grano, i padroni facevano distribuire ai servi dei pezzi di neve e la stessa veniva compressa d’inverno in particolari costruzioni per farla durare fino all’estate. Ghiotto di neve aromatizzata sembra che ne fosse anche re Salomone. Ma volendo avvicinarci ad epoche più moderne, molto probabilmente ad inventare il vero gelato, sono stati i siciliani.

    Nel 1750 un nobile scozzese, Patrick Brydone, scriveva: “L’Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia ma anche a Malta e a gran parte dell’ Italia, creando così un commercio molto considerevole. In queste contrade arse dal sole, persino i contadini si godono dei bei gelati durante i calori estivi, e non vi è ricevimento dato dalla nobiltà in cui i gelati non abbiano una parte di primo piano: una carestia di neve, dicono i siciliani, sarebbe piu penosa che una carestia di grano o di vino. E si sente dire spesso che senza le nevi dell’Etna l’ isola non sarebbe abitabile, essendo giunti al punto di non poter piu fare a meno di quello che in realtà è un lusso”.

    (Fonte: da “Scienza e tecnologia del gelato artigianale” di Luca Caviezel Chiriotti editore).

    Una curiosità: a Napoli la neve la prendevano sul Vesuvio e la rivendevano di “contrabbando” nel senso che per il passato la neve era costosissima e veniva ben pagata, era di tale importanza che, se il fornitore mancava la consegna, rischiava una multa salatissima, e allora per “arrotondare” i furbi venditori non la consegnavano tutta, ma se la facevano pagare per intero. La “cresta” veniva a sua volta rivenduta.

    Per saperne di più: http://www.italianodoc.com/gelaterie/gelato.curiosita.htm

    “Per i gelati (poiché spero davvero che non me ne ordinerete se non presi in quelle conchiglie fuori moda che assumono tutte le forme possibili di architettura), tutte le volte che ne prendo voglio templi, chiese, obelischi, rocce. E’ come una pittoresca geografia quella che guardo per prima, per poi convertire quei monumenti al lampone o alla vaniglia in freschezza nella mia gola”. Marcel Proust