Ricette carne: lo “SPAM” originale

Tutti conoscete lo spam, cioè le email non richieste che intasano la vostra casella postale, ma forse non sapete che il nome “SPAM” deriva da un particolare tipo di carne in scatola

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    Tutti conoscete lo spam, cioè le email non richieste che intasano la vostra casella postale, ma forse non sapete che il nome “SPAM” deriva da un particolare tipo di carne in scatola. Sveliamo lo SPAM mangereccio.

    Al giorno d’oggi la parola spam indica i messaggi di posta elettronica non richiesti che arrivano ad intasare la vostra casella di posta, e che tutti combattiamo usando gli anti-spam. Questi messaggi sono considerati “posta spazzatura” o comunque si considerano in modo molto negativo, e, ad un certo punto, sono stati chiamati SPAM, come una marca di carne in scatola, i cui ingredienti non erano reputati tra i più pregiati.

    Nelle Hawaii lo SPAM si vende ancora, ed è apprezzato dalla popolazione locale, si trova in ogni supermercato, e perciò noi lo abbiamo voluto assaggiare, e cerchiamo di farvi partecipi di questa “esperienza”.

    Intanto vediamo gli ingredienti dello SPAM, almeno quelli dichiarati, si tratta di un pasticcio di carne di maiale e di prosciutto, salato, aromatizzato e in vario modo, e reso solido da addensanti a base di amido. Leggendo l’etichetta, non sembra molto diverso da tanti wurstel disponibili sul mercato italiano, ma chiaramente non ci sono dettagli sul maiale e sul prosciutto usato.

    scatoletta di spam

    Una volta aperta la scatoletta lo Spam si presenta solido, dal colore rosato (neanche troppo acceso), e mostra come sia costituito di carne tritata.

    scatoletta spam aperta
    lo spam fuori dalla scatoletta

    Alla prova del gusto lo SPAM è decisamente salato e poco aromatizzato, possiamo dire che non è una raffinatezza, ma è comunque commestibile.

    Lo SPAM può essere mangiato freddo oppure riscaldato, o ancora cucinato seguendo specifiche ricette.

    Noi lo abbiamo provato freddo, cioè a temperatura ambiente, servendolo in sandwich aperti preparati usando un bagel tagliato a metà e spalmato di Philadelphia, un vero sandwich americano (non innoridite, ma ci siamo adeguati ai gusti locali).

    sandwich con lo spam

    Poi lo abbiamo anche provato caldo, cioè riscaldato nel microonde, e il gusto era decisamente migliore, l’eccesso di sale era meno percepibile.

    SPAM caldo

    (La distribuzione a raggiera è per permettere un riscaldamento uniforme, ricordate il microonde riscalda in maniera circolare, con il minimo di potenza al centro del vassoio rotante e il massimo lungo il suo bordo.)

    Gli Hawaiani apprezzano particolarmente lo SPAM MISUBI, cioè lo SPAM preparato come una specie di sushi, con riso e foglio di alga, venduto ovunque come snack

    sushi di spam

    Vedremo in seguito qualche ricetta specifica per lo SPAM.

    Foto di GIeGI