Pesci a Km 0: i pesci liguri

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    Vogliamo farvi conoscere alcuni tra i molti pesci a km. 0 del Mar Ligure, quindi rigorosamente da pesca locale e freschissimi e a basso impatto ambientale. Vi daremo poi delle idee per cucinarli, e vedrete come quindi sia possibile mettere insieme una bella cena a base di pesce, usando solo prodotti locali, che oltre ad essere “giusti” sono sicuramente freschi, ed in molti casi economici. Andiamo a conoscere questi pesci, che erano in vendita nel mercato di Slow Fish, in corso a Genova fino a lunedì prossimo.

    Il polpo

    Provate un buon polpo fresco, invece di ricorrere al solito prodotto surgelato; le ricette per il polpo sono tantissime, per la stagione vi suggeriamo l’insalata fredda di farro e polpo.

    La rana pescatrice o coda di rospo

    Nella fotogallery potete vedere una “bellissima” rana pescatrice (detta anche coda di rospo); un pesce pregiato dalla polpa bianca e soda, con solo una lisca centrale. Se potete preferite una pescatrice intera con la sua testa, che potrete utilizzare per la preparazione di zuppe o di brodo di pesce, invece di quelle spellate e prive di testa. La coda di rospo non è economicissima, ma per una cena o pranzo di festa è una buona scelta, per esempio preparata con questa ricetta, ottima anche per una cena afrodisiaca.

    La palamita e il tonnetto alleterato

    Queste sono due alternative giuste al tonno rosso in via di estinzione, sono ottime per le preparazioni a crudo, per esempio li hanno usati per lo Slow Sushi, oppure in tutte le ricette che richiedono il tonno. Se volete iniziare ad usarli, provate il “tonno” con i piselli e il “tonno” con il vino rosso.

    La gallinella

    La galinella è un pesce della famiglia dei pesci cappone (e siamo sicuri che in altre parti d’Italia sarà chiamata in modo diverso), ottima per le zuppe e per preparare dei deliziosi sughi di pesce o zuppe. Provatela in questa semplice e gustosa ricetta.

    Il pesce San Pietro

    Questo è un pesce decisamente costoso, ma molto buono e dalla carne finissima; è costoso perché lo scarto arriva al 70 per cento, infatti da un pesce si ricavano solo 4 filettini a causa della grossa testa. Riservatelo per una occasione di festa, magari cucinato con questa ricetta.

    A questo punto qualcuno farà la solita osservazione: “bene il pesce fresco, a Km. 0, di pesca locale, buono, giusto,… ma per un bilancio di una famiglia non è proponibile, meglio il surgelato o quello di allevamenti intensivi”. La nostra risposta è che esistono i pesci “giusti” economici, pensate ai tonnetti, agli sgombri e alle acciughe, e si dovrebbe lasciare quelli “costosi” per le occasioni speciali, magari al posto di gamberoni surgelati dalla Thailandia. Poi, il risparmio è possibile farlo su altri aspetti dell’alimentazione, per esempio eliminando acqua in bottiglia, bibite gasate o non in bottiglia, prodotti pronti, o semi-lavorati (lo sapete quanto costa veramente l’insalata pronta o i piatti surgelati?). Anche fare acquisti legati al territorio, alla stagione e all’andamento dei raccolti/pesca permette di risparmiare; per esempio, le acciughe fresche durante l’anno vanno da 4 Euro fino a 16 Euro al kg. (a volte la variazione è dovuta semplicemente al mare brutto). Un altro esempio a Noli, possiamo avere ottimo pesce fresco dai pescatori, solo che i crostacei sono inesistenti, non li pescano proprio, e quindi noi non li acquistiamo a caro prezzo dalla pescheria, semplicemente ce li dimentichiamo e gustiamo invece seppie, calamari, totani e polpi.

    FOTO DI GIeGI