Lo Spumante cresce, lo Champagne crolla

Bella notizia per i produttori di Spumante: sembra infatti che siano finiti i tempi in cui la nostra esterofilia ci portava ad acquistare con più voglia lo champagne, trascurando le bollicine nostrane per brindisi e festeggiamenti

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    Bella notizia per i produttori di spumante: sembra infatti che siano finiti i tempi in cui la nostra esterofilia ci portava ad acquistare con più voglia lo champagne, trascurando le bollicine nostrane per brindisi e festeggiamenti. La tendenza è infatti quella di prediligere lo spumante italiano, non solo in Italia, ma anche sulla scena internazionale. Coldiretti ha infatti stimato che saranno circa 140 milioni le bottiglie di spumante stappate durante il periodo natalizio per i brindisi tradizionali, dato che fa risaltare ancora di più la diminuzione dell’esportazione dello champagne francese, nei primi 6 mesi di quest’anno, del 40%.

    E’ anche Asti Docg a beneficiare di questa tendenza positiva per quest’anno, considerando che copre circa il 64% del totale dello spumante venduto, circa quindi 90 milioni di bottiglie, che sembra interessare anche il mercato estero: ha infatti registrato un aumento importante nelle esportazioni in Germania, Giappone, Australia e Nuova Zelanda.

    L’Asti Docg è prodotto solamente impiegando uva Moscato Bianco delle colline di Monferrato, Langhe e Roero, posti che lasciano un’impronta unica nello spumante, in cui si sentono glicine, acacia, sambuco e agrumi, un ampio inventario di fiori e frutta che sfocia in un sentore di miele.

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