Le lenticchie, piccolo vademecum

Sia ieri sera a mezzanotte che oggi a pranzo non mancheranno le lenticchie, un legume che tradizione vuole porti fortuna e soldi a chi ne mangia il primo dell'anno

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    Sia ieri sera a mezzanotte che oggi a pranzo non mancheranno le lenticchie, un legume che tradizione vuole porti fortuna e soldi a chi ne mangia il primo dell’anno. Vi abbiamo spiegato tempo fa come si cucinano, e come si preparano, mentre oggi volevamo darvi un piccolo vademecum sul colore. Infatti negli scaffali del supermercato avrete notato, oltre a quelle marroni che siamo abituati a consumare, ce ne sono altre due varietà, e il colore è non solo indicativo di una diversa località di provenienza, ma anche di sapore. Tutte e tre le varietà di lenticchie devono essere cucinate in maniera diversa.

    Lenticchie marroni

    Sono le più comuni sulle nostre tavole. Esistono a seme grande o a seme piccolo, tra le quali le più celebri sono quelle di Catelluccio, che vantano il marchio IGP e quelle di Ustica. Le lenticchie marroni non richiedono ammollo e mantengono la cottura.

    Lenticchie verdi:

    In Italia si coltivano ad Altamura, e hanno un seme piuttosto grosso, mentre quelle più pregiate sono le lenticchie verdi di Puy, coltivate in Francia. Per cucinarle basta un rapido risciacquo.

    Lenticchie rosse:

    Provengono dalla Turchia e dall’Egitto, sono piccolissime e non richiedono ammollo prima di essere cucinate, inoltre il loro tempo di cottura è molto ridotto perchè sono decorticate.

    Foto da:

    www.organicroad.com.au, www.lastnightsdinner.net, www.theasiancookshop.co.uk