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Le 4 cose più strane da mangiare all’Expo

Le 4 cose più strane da mangiare all’Expo
da in Expo 2015, Unconventional Food
Ultimo aggiornamento: Martedì 16/06/2015 13:35

    Le cose più strane da mangiare all'Expo

    All’Esposizione Universale ci sono molte cose interessanti da vedere, da sentire e soprattutto da gustare, molti dei quali sono i cibi esotici che forse non abbiamo ancora avuto modo di provare. Vietati la carne di cane e i datteri di mare, ma via libera ad alcuni alimenti che da noi possono essere considerati strani. Con Expo, la tavola non ha più confini; pesci velenosi, rettili e insetti sono sbarcati nei padiglioni di Milano, vere e proprie curiosità provenienti da diversi Peasi del mondo.

    Pesce palla

    Il pesce palla è stato il primo alimento vietato ad essere autorizzato a varcare la soglia di Expo2015. Piatto molto costoso e massima prelibatezza della tradizione nipponica, viene chiamato fugu, e viene preparato dopo un’accurata e delicata operazione per eliminare il pericoloso fegato, ovaie e le altre parti del pesce che contengono il veleno. Il prezioso sashimi preparato con il filetto di pesce palla crudo nei ristoranti di Tokyo viene venduto a circa 120 euro.

    Carne di coccodrillo

    Un rettile comunemente consumato in molti continenti, ad Expo2015, e più precisamente nel padiglione dello Zimbabwe, si può gustare anche la carne di coccodrillo. Del resto l’Unione Europea non proibisce l’importazione di carni di rettile, e il coccodrillo è commercializzato già in alcuni Paesi europei, come il Belgio.

    Vino di serpente

    Alzi la mano che ha il coraggio di bere un calice di vino di serpente. Prodotto sia in Cina che in Vietman, viene prodotto inserendo il corpo del rettile in un infuso con Whisky, ed è considerato parte della medicina tradizionale del Sudest Asiatico, dove sostengono che migliori la virilità. Con un retrogusto amaro e pungente, viene bevuto one shot a causa dell’alta gradazione alcolica.

    Mangiare insetti

    A farla da padrone tra i cibi insoliti sono gli insetti: dalla Thailandia sono arrivati infatti larve giganti, termiti disidratate, cavallette caramellate e scorpioni ricoperti di cioccolato. Gli insetti commestibili, pronti per essere consumati, sono arrivati confezionati in scatole e sacchetti ed esposti all’interno del Future Food District, realizzato da Coop Italia. Un progetto curato da Società Umanitaria, per dare una sorta di anteprima di quello che potremo trovare nel supermercato tra qualche anno.

    Insetti commestibili

    L’idea di dare enfasi a quei cibi che da noi risultano essere “strani”, come cavallette, scorpioni, e altri loro affini, non è legata solo al voler far conoscere una cultura alimentare diversa. Se da una parte infatti per 2 miliardi di persone al mondo è un’abitudine radicata, per la FAO può essere addirittura una parziale soluzione alla crisi alimentare mondiale. L’allevamento di mucche, maiali, capre e polli richiede spazio, risorse e contribuisce al riscaldamento globale. A confronto, gli insetti sono una fonte di proteine più sostenibile, abbondante e a portata di mano. Ecco perchè l’Unione Europea incoraggia il consumo di insetti, come contributo al problema di sfamare in modo più sostenibile una popolazione in continua crescita.

    Datteri di mare

    Ad Expo2015 vi sono stati delle regolamentazioni ben precise riguardo agli alimenti, e due divieti riguardano la carne di cane, e i datteri di mare. La carne di cane è realmente un alimento consumato nell’Asia Orientale, dove alcune razze canine sono allevate appositamente per la macellazione, ma fortunatamente, in Italia non è mai stata approvata nè la commestibilità nè il commercio. I datteri di mare sono molluschi commestibili, e la loro prelibatezza li ha resi un prodotto della pesca molto ambito ed apprezzato, ma anche protetto in parecchie zone del pianeta. In italia e in altri Paesi, il dattero di mare è infatti considerato una specie protetta.

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