L’aglio di Vessalico

L'aglio di Vessalico è un prodotto speciale, caratterizzato dal gusto molto delicato e, recentemente, la sua coltivazioen è stata ripresa

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    Vessalico è un piccolo paese nella Valle Arroscia, nell’entroterra di Imperia, che produce un aglio veramente speciale.

    A Vessalico coltivano l’aglio almeno dal 1700, come testimoniano le notizie sulla “Fiera dell’aiu”. Da alcuni anni la coltivazione è ripresa ed in modo biologico dalla Cooperativa “A Resta” (in dialetto significa la treccia di aglio), e l’Aglio di Vessalico è anche un Presidio Slow Food.

    La bontà e le qualità organolettiche dell’Aglio di Vessalico sono dovute in gran parte all’insieme dei fattori climatici e della composizione del terreno che contraddistinguono le località di coltivazione del comprensorio della Valle Arroscia. In particolare la mitezza del clima di questi luoghi, per la presenza del mare a pochi chilometri di distanza; la natura dei terreni sciolti, derivati da una roccia madre argillosa, ne fa un luogo ideale per la coltivazione di questo “aglio di montagna”.

    I soci della cooperativa “A Resta” seguono un rigido disciplinare nella produzione di questo aglio, dalla semina all’intrecciatura. Il metodo di coltivazione, già nel passato rispettoso dell’ambiente, è oggi certificato come biologico. Le piante intere sono fatte asciugare gradualmente all’ombra, quindi ripulite dalla prima tunica esterna ed intrecciate a mano. Questo modo di preparazione è costoso, ma unico nell’assicurare il pieno mantenimento nel bulbo di tutte le proprietà naturali, sia dal punto di vista chimico che organolettico, che si estrinsecano meravigliosamente in ogni ricetta in cucina.

    L’aglio di Vessalico con il suo gusto delicato è la scelta ottimale per preparare il pesto alla genovese, ma rende speciali anche le altre ricette che lo richiedono; provatelo per esempio in una zuppa di pesce accompagnata dall’aioli.

    L’aglio di Vessalico si conserva a lungo, addirittura un anno, appendendo la treccia intera in un locale con luce diffusa ma non diretta, ed evitando gli sbalzi di temperatura.

    Foto da GIeGI e da /www.vessaglio.it