Estate 2009: come mangiare in vacanza in America

A chi quest’Estate andrà in America, intesa come USA, diamo qualche consiglio per sopravvivere dal punto di vista del mangiare, e in questo caso a volte si tratta proprio di sopravvivenza

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    A chi quest’Estate andrà in America, intesa come USA, diamo qualche consiglio per sopravvivere dal punto di vista del mangiare, e in questo caso a volte si tratta proprio di sopravvivenza. Anche queste note sono frutto di varie esperienze personali.

    Vi diamo prima qualche consiglio generale, e poi vi suggeriamo alcuni piatti che vale la pena di provare.

    Difendetevi dal supersize

    Prima di tutte preparatevi a difendervi dalla filosofia imperante del “Super size”, per capire di che cosa si tratta guardate il film “Super Size me” e leggetevi il divertente libro di Michel Moore “Downsize this“, e sappiate che è tutto vero, e parliamo sempre di esperienze personali.

    Ci hanno servito un hamburger, in un ristorante non dal McDonald, fatto da 10 once di carne, cioè 280 grammi, e un’altra volta, un secondo piatto di pollo consistente di un intero petto di un pollo grande, penso che fosse sui 450/500 grammi. Gli avventori localo poi mangiavano questi piatti preceduti da un antipasto e seguiti dal dessert. Sempre per rendervi al meglio l’idea del supersize, una volta abbiamo fatto una cena in due, sentendoci ben sazi alla fine, prendendo due antipasti ed una singola porzione di dolce.

    Comunque ecco il nostro consiglio: se siete in due, iniziate ad ordinare un singolo piatto da condividere, e poi deciderete se prendere altro; se siete soli, per esempio in un viaggio di lavoro, prendete un antipasto, di solito sarà sufficiente.

    Viva la cucina etnica

    Altro consiglio generale, scegliete la cucina etnica, in generale i ristoranti etnici non sono influenzati dal supersize, e quindi trovate porzioni ragionevoli e cibi buoni. Per esempio, la cucina messicana è una grande risorsa, la potete trovare in tutte le varianti, sopratutto in California, dal piccolo ristorantino gestito da una famiglia molto economico, al ristorante raffinato a quello che propone piatti poco noti. In altri casi le cucine orientali sono una buona scelta, in generale i ristoranti cinesi o giapponesi sono migliori di quelli che trovate in Italia. Se lo incrociate poi non fatevi scappare un ristorante che propone la cucina cajun, noi la troviamo decisamente buona, soprattutto quando siamo in America.

    Sulla cucina italiana in America non vi diciamo molto, visto che cerchiamo di evitarle., Qualche esperienza dovuta a pranzi di lavoro ci porta a dire che per loro la pasta è un piatto unico, e quindi ne servono quantità enormi (penso che siano porzioni da almeno 150 g. di pasta secca) che alla fine stancano.

    Le catene di ristoranti

    In gran parte in America i ristoranti che trovate fanno parte una catena, il che significa gli stessi menù e la stessa qualità ovunque, sia che vi troviate, sia alle Haway oppure a New York. Le nostre catene preferite sono: The Cheese Cake Factory, che offre come dessert appunto delle super cheese cake, da provare (ovviamente una fetta in due), McCornick, specializzato in pesce, di cui appreziamo particolarmente il clam chowder, e l’Hard Rock Cafè, in cui potete trovare l’autentica, nel bene e nel male, cucina americana contemporanea, che è il risultato del ‘’melting pot’’ delle cucine degli emigranti che via via sono arrivati.

    I patti da provare (almeno una volta)

    Primo di tutto un buon hamburger, il che significa mangiarlo al ristorante, e non da un fast food; quelli dell’Hard Rock Cafè sono buoni, ma i migliori sono quelli dei piccoli ristoranti a proprietà famigliare.

    Sempre sulla carne, vale la pena di gustare le “prime ribs”, si tratta di un arrosto fatto con un pezzo intero di costata, appunto quello in cui si trovano le costate migliori (prime in inglese), e tagliato dopo la cottura. Sono semplicemente favolose, anche se dobbiamo avvertirvi alquanto costose. Più economicche, ma buonissime, sono invece le Barbecued Spareribs, le costine di maiale fatte sulla griglia dopo averle marinate in una apposita salsa che viene poi anche spalmata sui pezzi mentre cuociono. Se amate “rosicchiare” allora per voi ci sono anche le “chicken wing“, alette di pollo arrostite un po’ piccanti da pucciare in saporite salsine (in inglese to dip, e le salsine sono dette dipping).

    Per il pesce, vi suggeriamo il Clam chowder, la zuppa bianca di clam, un mollusco bivalve che non si trova da noi, una specie di vongola supersize.

    Comunque, le cose più tipiche le potete trovare a colazione. In America la colazione è un pasto vero e proprio, e la potete fare al ristorante con tanto di menu; fate una di queste super colazioni e poi lanciatevi in un giornata da turista, e non avrete alcuna necessità del pranzo.

    Potete avere le uova con la pancetta, cioè uova strapazzate servite assieme a croccanti fette di bacon arrostito, ma anche i famosi pancakes, le frittelle da servire cosparse di sciroppo di acero, che sicuramente avrete visto nei fumetti di Paperino.

    Meno noti, ma sempre da assaggiare, sono i bagel, i panini a forma di ciambellina. Si gustano tagliati a metà, tostati e poi spalmati con del burro o ancora meglio con il cream cheese (il Philadelphia è un cream cheese) e completati con marmellata o con fettine di salmone affumicato.

    Ultimo suggerimento, quando tornate fate una settimana di dieta vegana, è il giusto modo per bilanciare un soggiorno in America.

    Foto da www.gonomad.com, www.whiteinn.com, img.foodnetwork.com, www.arizonafoothillsmagazine.com, biggestmenu.com