Cos’è lo scalogno?

Scoprite insieme a noi la vera natura dello scalogno, le sue proprietà benefiche e il suo utilizzo in cucina

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    Lo scalogno

    Cos’è lo scalogno? Lo allium ascalonicum, dal suo nome latino, arriva in Europa direttamente dall’odierno Israele tra il XII-XIII secolo, assumendo fin da subito un ruolo di primaria importanza nella cucina. Lo scalogno è leggermente più piccolo della cipolla, a cui spesso viene associato perché appartenente alla stessa famiglia, ed è composto da bulbi raggruppati in un unico bulbo tunicato poco più grande. Vediamo insieme come utilizzare questa pianta in cucina e le proprietà benefiche che la rappresentano.

    La pianta dello scalogno non fa fiori, ecco perché è necessario piantare i bulbi, preferibilmente nel mese di Novembre. Terreni collinari e argillosi, ben esposti al sole e alle zone ventilate, sono i consigli per capire come si coltiva lo scalogno senza il bisogno di particolari cure o trattamenti, restando in attesa di raccogliere il frutto durante il periodo estivo.

    Varietà

    Esistono varie tipologie di scalogno, ecco quelle più comunemente utilizzate in cucina:

    • scalogno grigio, con forma piccola e buccia grigiastra
    • scalogno di Jersey, con piccole dimensioni, buccia rosa e forma rigonfia
    • scalogno di Romagna, con forma a bottiglia e buccia leggermente dorata
    • scalogno coscia di pollo, con forma lunga e buccia dorata

    Come usare lo scalogno in cucina

    Lo scalogno in cucina è spesso utilizzato nelle ricette più raffinate come sostituto della cipolla: il suo gusto più deciso rispetto a quello della cipolla e contemporaneamente meno intenso dell’aglio, conferisce un sapore particolare a tutti i piatti. A cosa serve lo scalogno? Sicuramente a realizzare un soffritto eccellente e particolare ma anche per realizzare delle ricette davvero gustose che prevedono il suo utilizzo sia cotto che crudo. Ecco le pietanze più particolari da creare:

    Le proprietà dello scalogno

    Le proprietà dello scalogno sono molteplici e non sempre conosciute da tutti. Prevalentemente costituito da acqua, lo scalogno contiene poco potassio e zucchero. Ripagano questa mancanza lo zolfo e il disolfuro necessari per rendere meno rigidi i vasi sanguigni, abbassare la pressione e la formazione di piastrine, riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari. Lo scalogno può essere utile anche a livello “estetico” infatti, la presenza di silicio, aiuta a rinforzare anche capelli e unghie.

    Lo sapevi che

    Lo scalogno va conservato in luogo asciutto, fresco e buio quindi non in frigorifero, come abitualmente si può pensare. L’ideale sarebbe conservarlo in una cantina: in questo modo durerà circa un mese. Quando lo utilizzate, conservate la parte restante in una pellicola per alimenti e mettetelo in frigorifero dove dovrà rimanere per circa una settimana. In alternativa ponetelo, sbucciato, in un contenitore coperto con dell’olio di oliva che poi potrete anche utilizzare per cucinare perchè aromatizzato al gusto di scalogno!

    Infine una curiosità che proviene dagli antichi Romani: lo scalogno veniva all’epoca utilizzato come afrodisiaco e pare che venisse impiegato in preparazioni ‘eccitanti’ anche nella tradizione contadina.

    Foto di maryateresa2001, Katyefamy e ElLabba.