Cibo & Salute: la “food revolution” dei ristoranti

Basta con il junk food! Lo diciamo sempre fino a che poi non ci ritroviamo seduti alla tavola di qualche ristorante ad ordinare piatti di dubbia composizione e dalle materie prime di discutibile provenienza

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    Basta con il junk food! Lo diciamo sempre fino a che poi non ci ritroviamo seduti alla tavola di qualche ristorante ad ordinare piatti di dubbia composizione e dalle materie prime di discutibile provenienza. Il ritorno alla cucina genuina, la selezione accurata degli ingredienti e l’attenzione all’ambiente è però fortunatamente una tendenza che sta conquistando anche i locali pubblici, (vi abbiamo già parlato dei ristoranti a Km Zero) trasformando gli chef anche in contadini, che si preoccupano di preparare piatti solamente con cibi da loro coltivati.

    La food revolution di Jamie Oliver, il famoso chef del ristorante Fifteen di Londra, è stata monitorare le abitudini alimentari degli abitanti di Huntingtone, la città meno salutare degli Usa, per poi convincerli a cucinare con le loro mani utilizzando ingredienti genuini, possibilmente coltivati da loro. Tutto questo si è trasformato in uno show televisivo e in una campagna che ha fatto il giro del Mondo. Per maggiori informazioni visitate il sito, in inglese, www.jamieoliver.com.

    Tanti ristoranti hanno sposato questa filosofia, ovvero quella di cucinare utilizzando ingredienti prodotti in loco: un altro esempio famoso è quello di Gert Jan Hageman, il cui locale è dentro una serra, e le verdure vengono coltivate proprio a due passi dalla cucina.

    Anche in Italia non mancano iniziative simili: sulla terrazza del Palazzo delle Esposizioni di Roma l’Open Colonna ( un ristorante favoloso con il soffitto in vetro) serve verdure prodotte sulla terrazza del ristorante oppure a Labico, in provincia di Roma, in un terreno appartenente al gruppo.

    Un altro modo per garantire la bontà dei piatti serviti è quella di servirsi solo di produttori locali: è quello che fanno i gestori del Teatro dei Sapori di Treviso, che utilizzano nel loro menù prevalentemente farro, piselli e radicchio, tutti coltivati nelle vicinanze.

    Foto da:

    www.opencolonna.it, jamieoliver.com, teatrodeisapori.it