Cibi scaduti: posso mangiarli?

La conservazione dei cibi è importante, ma anche sapere che spesso la data di scadenza non va rispettata alla lettera

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    cibi scaduti

    I cibi scaduti, ovvero quelli che abbiamo in dispensa e che ci accorgiamo hanno passato la data di scadenza che il produttore ha posto sulla confezione, possono essere ancora mangiati? Ogni anno in media ogni famiglia butta 450 euro di alimenti scaduti nella spazzatura, ma attenzione, non tutte le date di scadenza vanno rispettate in maniera esatta. Infatti “da consumarsi entro…” definisce il tempo massimo in cui un alimento fresco può essere consumato senza rischio per la salute, mentre “da consumarsi preferibilmente entro…” significa che dopo la data indicata il prodotto potrebbe perdere il gusto o l’aroma, ma comunque non essere dannoso per la salute.

    Ecco alcuni consigli quindi per la conservazione degli alimenti, in modo da evitare sprechi inutili. Sappiate che ci sono alcuni cibi che non scadono mai: aceto, vini con grado alcolico superiore a 10%, zucchero, sale, caramelle, gomme da masticare.

    La pasta e il riso invece durano due anni, ma anche un anno dopo la data di scadenza possono essere consumati, ma solo se in confezione integra, altrimenti rischiate le fastidiosissime farfalline che potrebbero contaminare tutta la dispensa.

    Il latte fresco dura cinque giorni, può durare qualche giorno in più, e la prova potete farla voi stessi: bollitelo, se si raggruma e forma una sorta di ricotta, è guasto.

    Le verdure in busta si conservano al massimo per una settimana, e per giudicarle basta osservarle: se non sono rovinate sappiate che potranno aver perso qualche vitamina, ma potete mangiarle.

    La carne confezionata dura una settimana, dopo la polpa diventa scura e il grasso giallo. Se inclinandola esce anche molto liquido non esitate a gettarla.

    Il cioccolato dura più di un anno, poi il burro di cacao si separa e affiora in superficie.

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