Bon Ton: l’aragosta e l’astice

Se vi capita di andare al ristorante o di essere invitati a casa di amici che propongono uno di questi crostacei come portata, come vi comportate? Vi suggeriamo delle regole per mangiarli correttamente

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    Anche se non sono portate che ci capita di mangiare tutti i giorni non per questo dobbiamo farci trovare impreparati per l’occasione, soprattutto ora che stanno per arrivare le cene natalizie, in cui questi due crostacei sono spesso protagonisti.

    Iniziamo dalla loro caratterizzazione:

    aragosta viva

    L’aragosta è un crostaceo medio-grande, con una lunghezza che va dai 10 ai 40 centimentri e può arrivare a pesare anche 8 Kg.

    Possiede due antenne, più lunghe del corpo di forma cilindrica, che si ripiegano all’indietro.

    Differentemente dagli altri crostacei, non possiede chele.

    astice

    L’astice invece è il crostaceo può grande presente nei nostri mari.

    Ciò che lo caratterizza maggiormente sono le sue chele, che hanno grandezza differente.

    La polpa di aragosta e astice sono molto simili, ma quella dell’astice è di qualità inferiore, in quanto più dura e filacciosa.

    Se l’aragosta viene servita intera è tassativa la presenza della vaschetta lava-dita e anche un tovagliolo abbastanza grande su cui asciugarsi.

    Se invece, come accade nella maggioranza dei casi, viene servita rotta e poi ricomposta con tutta la corazza, va bene usare forchetta e coltello.

    L’ astice invece va servito con il rompi-chele oppure con un comune schiaccianoci.

    Infatti è proprio all’interno di queste che risiede, a giudizio di molti, la parte più gustosa di questo crostaceo.

    La polpa si estrae con l’apposita forchettina a due punte, mentre il resto della polpa, quella del corpo, si mangia usando forchetta e coltello.

    Foto da: www.flickr.com

    Speciale Natale